Benvenut* in Casita HeromsaSpedizione rapida in 48 ore in tutta Italia

Bonsai Carmona microphylla

Postato da Maria Luisa Strippoli il

La Carmona microphylla, chiamata la ‘pianta del tè di Fukien’ è originaria della omonima provincia cinese (Fujian nella sua translitterazione più recente), lungo la costa orientale, quasi di fronte all’isola di Taiwan. Si tratta di una zona tropicale, quindi le condizioni di temperatura e luminosità ricordano quelle che si trovano in inverno nelle nostre case: per questo è una pianta che viene utilizzata – una tra le poche – come bonsai da interno.

È caratterizzata da foglie piccole (da cui il nome della specie), di un bel verde scuro, molto decorative grazie alla delicata punteggiatura bianca sulla pagina superiore e alla fine peluria su quella inferiore.

È relativamente facile da curare ma richiede un po’ di attenzione: la temperatura ideale è tra i 15 e i 24 °C, mentre richiede una buona luminosità durante i mesi invernali, anche vicino a una finestra. In questi mesi, se le condizioni di luce nell’appartamento sono limitate, si può anche utilizzare una lampada LED dedicata. Fate molta attenzione alle correnti d’aria fredda: se volete aprire a lungo la finestra in inverno per ‘cambiare l’aria’, spostate brevemente la pianta in un’altra stanza ben riscaldata e riportatela alla sua posizione originaria quando la temperatura è risalita.

A partire dalla tarda primavera, la si può portare all’aperto, evitando posizioni in pieno sole: a fine estate, non appena la temperatura ricomincia a scendere, la si deve riportare in casa.

Per mantenere al meglio questa pianta bisogna gestire al meglio l’umidità, tanto del substrato quanto dell’aria: infatti, se si bagna poco, le foglie tendono a seccarsi, mentre se si bagna troppo, sono le punte delle foglie a scurirsi. Si può annaffiare dall’alto, con una certa regolarità, evitando di bagnare le foglie e apportando l’acqua direttamente al terriccio, ma forse il metodo migliore è quello per immersione: si utilizza un recipiente riempito d’acqua, vi si immerge il vaso facendo assorbire l’acqua. Poi si fa scolare l’acqua in eccesso: il substrato deve essere ben umido ma non presentare assolutamente ristagni d’acqua. Quando l’aria vi sembra troppo secca, spruzzate delicatamente dell’acqua intorno alla chioma.
La Carmona ha un apparato radicale delicato, sensibile anche agli eccessi di salinità, che potrebbero essere dovuti anche a un’eccessiva concentrazione delle sostanze nutritive nei concimi: questo inconveniente può essere evitato utilizzando i concimi a lenta cessione.

Come per tutti i bonsai, la potatura va fatta tanto alla chioma quanto all’apparato radicale, mantenendo il giusto equilibrio e con una certa prudenza per la parte sottoterra. Se avete una buona manualità e un buon senso artistico, invece, i rami flessibili della Carmona si prestano a essere piegati e legati. Se necessario, si può anche trapiantare in un vaso leggermente più grande del precedente: idealmente va utilizzato un terriccio per bonsai a base di Akadama, un’argilla tipica del Giappone, che riesce a mantenere meglio il delicato equilibrio idrico, ma possono anche essere utilizzati terricci diversi, purché ben drenati.

 

Curiosità

Pur se l’attrattiva maggiore è costituita dal bel fogliame, la Carmona può (anche in appartamento) produrre fiorellini bianchi tutto l’anno, cui seguono bacche rotonde, verdi, rosse o nere.

 

 

← Post più vecchio Post più recente →