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L'Opuntia consolea

Postato da Maria Luisa Strippoli il

Opuntia consolea (sinonimi Opuntia rubescens e Consolea rubescens) appartiene alla famiglia delle Cactaceae: appartiene allo stesso genere di Opuntia ficus indica, il fico d’India. Se ne differenzia per la forma dei fusti, molto più appiattita e allungata, e per la quasi totale assenza di spine.

Molto simili sono invece i fiori, di un bel rosso brillante (in qualche varietà gialli) e la forma dei frutti tipici di tutte le Opuntia, che contengono molti semi.

Come la maggior parte delle Cactacee preferisce un’esposizione in pieno sole, però, a differenza del fico d’India non sopporta le basse temperature: quindi nelle nostre regioni del nord va tenuta in vaso e ricoverata durante l’inverno.

Le esigenze idriche sono molto basse: d’inverno le annaffiature vanno praticamente sospese, e anche in primavera/estate si può annaffiare molto di rado. Vanno assolutamente evitati i ristagni idrici, che possono provocare marciumi.

Anche i rinvasi possono essere limitati: visto che l’apparato radicale tende ad estendersi più che ad approfondirsi, si deve usare un contenitore appena più largo del precedente, utilizzando un tipico substrato per cactacee e succulente, molto ben drenato.

Non va concimata molto, visto che preferisce terreni ‘poveri’: nel caso vanno preferiti concimi ricchi di fosforo, che favoriscono la fioritura.

 

Curiosità

Il nome inglese, ‘Road Kill Cactus’, è un po’ macabro: lo si potrebbe tradurre con ‘Cactus spiaccicato’ o ‘Cactus investito’, nome che deriva dalla forma dei fusti davvero piatti. Viene allevata sia con un fusto principale da cui se ne diramano altri – che sembrano delle foglie – sia con diversi fusti che si sviluppano paralleli dal substrato. Nelle cactacee sono i fusti a svolgere la funzione clorofilliana, mentre le foglie si trasformano in spine (peraltro assenti in questa specie

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