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La Calendula

Geposted von Maria Luisa Strippoli am

Il genere Calendula, che fa parte della famiglia delle Asteraceae, comprende numerose specie, diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo e in Asia. La più nota e utilizzata è Calendula officinalis, spontanea nei nostri prati e lungo i bordi delle strade, di cui sono diffuse molte varietà ornamentali. Come in tutte le piante della famiglia, quello che viene chiamato fiore è in realtà un’infiorescenza, composta da moltissimi fiorellini: si distinguono in ligulati (quelli esterni) e tubolari (quelli interni): questa distinzione è più semplice pensando a una margherita, in cui quelli che noi chiamiamo impropriamente ‘petali’ sono quelli ligulati mentre quelli interni (il disco giallo) sono quelli tubolari.

In natura è una pianta biennale, ma nella maggior parte dei casi è coltivata come annuale. I fiori sono edibili e se ne può ricavare una farina. La pianta ha diverse proprietà officinali: è nota fin dall’antichità come cicatrizzante e, in decotto, è utilizzata contro le ulcere e le afte.

Oltre che in giardino, si utilizza molto in vaso su balconi e terrazzi dove dà colore con le sue infiorescenze gialle, arancio e, più raramente bianche. Anche le foglie, riunite in rosette, hanno una loro valenza ornamentale.

Si può tenere in pieno sole, non ha esigenze particolari per il substrato; in giardino va annaffiata solo in caso di necessità, mentre in vaso sono necessari interventi regolari.

Per farle superare l’inverno, quando utilizzata come biennale, va coperta alla base con uno strato di pacciamatura. Se in primavera viene cimata, emette un maggior numero di steli e, quindi, di fiori.

 

Curiosità

Il nome del genere deriva dal latino ‘Calenda’, che indica una ricorrenza mensile, proprio perché dalla primavera all’inizio dell’autunno la pianta fiorisce con regolarità una

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