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La cura delle piante da appartamento in inverno

Geposted von Maria Luisa Strippoli am

Le piante che sono più comunemente utilizzate come piante da appartamento hanno origine tropicale o subtropicale, più precisamente delle foreste pluviali, in uno strato che viene mantenuto ombreggiato dalla chioma delle piante più alte. Qui, le condizioni climatiche, cioè la luminosità, l’umidità relativa e la temperatura, sono relativamente costanti, in un clima caldo-umido.

Cosa avviene invece nei nostri appartamenti durante l’inverno? La luminosità diminuisce, mentre il riscaldamento, soprattutto in determinate tipologie, determina un calo dell’umidità relativa; la temperatura viene mantenuta relativamente stabile, al livello che ognuno di noi preferisce.

Quindi in questo periodo dobbiamo maggiormente curare il loro mantenimento e non pensare alla loro crescita, visto che la fotosintesi in questo periodo è ridotta.

Per molte delle nostre piante da appartamento, l’inverno coincide anche con il loro periodo di riposo, e questo fa sì che questo sia il momento migliore per le rinvasature, la pulizia dal secco, la moltiplicazione per divisione e altre operazioni. Ci sono piante che in questo periodo vi possono sembrare addirittura moribonde o morte: provate a tenerle fino alla primavera, vi potrebbero sorprendere!

 

Le condizioni negli appartamenti

Cominciamo a considerare l’esposizione: in genere le piante da appartamento nei mesi estivi non gradiscono la luce diretta del sole e vanno quindi messe in posizioni con una buona luminosità ma non in pieno sole. Quando d’inverno la luce diminuisce, le piante (quelle che non sono troppo grandi e si possono spostare) possono anche essere avvicinate alle finestre. Va considerato che ogni casa è diversa, ogni finestra, in base all’orientamento, permette il passaggio di più o meno luce e un po’ di influenza la può avere anche il materiale di cui sono fatti i serramenti, tanto nella parte vetrata quanto in quella di sostegno. Se una pianta dà segni di sofferenza, potete provare a spostarla in una posizione più favorevole.

Se nelle nostre case ci sono posizioni con bassa luminosità, vi si possono mettere le piante più adatte a queste condizioni, come le edere, le felci, la Zamioculcas.

La temperatura nelle nostre case in inverno è in genere di 20 °C, una temperatura gradita alle piante tropicali: ricordiamo però che a molti di noi piace ‘cambiare l’aria’ di una stanza. Questo è particolarmente pericoloso per le nostre amiche verdi, che non amano per nulla i cambi repentini di temperatura e le correnti di aria fredda. Una soluzione può essere di ricordarsi di coprire le piante nei momenti in cui le finestre sono aperte con un leggero tessuto-non-tessuto, per poi toglierlo quando la temperatura è risalita a livelli normali.

Anche una posizione vicina a una fonte di calore, come i caloriferi, una stufa o un caminetto, andrebbe accuratamente evitata.

Se vi piace tenere le vostre case a temperature più basse, date un occhio più di frequente alle vostre piante, che potrebbero soffrire in queste condizioni.

Le annaffiature vanno rallentate rispetto agli altri periodi dell’anno e anche le quantità d’acqua apportate dovrebbero essere ridotte: ci si deve sempre regolare ‘sentendo’ con le dita l’umidità della parte superficiale del substrato, bagnando solo quando si comincia a non avvertire l’umidità.

Ci sono piante che gradiscono essere annaffiate dal basso, visto che il loro apparato radicale tende ad approfondirsi: si possono allora utilizzare i vasi a riserva d’acqua o mettere l’acqua direttamente nei sottovasi.

In ogni caso, ricordate sempre che è più facile che una pianta muoia per eccesso di umidità che non per carenza: quindi è meglio bagnare poco ma di frequente che non molto e più sporadicamente.

Invece, visto che il riscaldamento tende ad ‘asciugare’ l’aria, proprio in questo periodo è importante utilizzare uno spruzzatore per mantenere una certa umidità dell’atmosfera.

In questo periodo anche le concimazioni vanno sospese, per riprenderle poi gradualmente quando l’inverno sta per finire.

Come abbiamo già accennato, il periodo di riposo è quello più adatto per i rinvasi: il vaso nuovo deve essere solo leggermente più grande di quello precedente, perché anche le radici hanno bisogno di una certa aerazione, e se si trovano lontane dal bordo del vaso fanno fatica a riprendersi. Il substrato più utilizzato per le piante da appartamento è a base di torba, una sostanza che deriva dalla decomposizione di piante di palude (in particolare lo sfagno), che ha eccellenti proprietà di ritenzione idrica, mantenendo a lungo l’acqua che forniamo con le annaffiature, e una buona aerazione. La controindicazione è che la sua formazione richiede dei millenni, ed è quindi una risorsa ‘finita’: in molti paesi la torba non viene più utilizzata ed è sostituita da altri materiali, come la fibra di cocco. Nel substrato sono inclusi anche dei materiali inerti, come la perlite o la pomice, che conferiscono una migliore aerazione e un miglior drenaggio. In commercio sono offerti molti tipi di terriccio: quello ‘universale’ si adatta alla maggior parte delle piante da appartamento, ma alcune ne richiedono uno particolare, come quello per le piante acidofile o come quello per le orchidee epifite (come la comune Phalaenopsis), costituito da frammenti di corteccia.

La potatura va limitata in genere all’eliminazione delle parti secche: per le piante rampicanti o ricadenti, si possono accorciare i rami troppo lunghi o disordinati, e si può provare a utilizzare le parti eliminate come talee, facendole radicare in acqua o in substrati a base di sabbia e torba.

In genere, l’inverno è un periodo di riposo anche per i parassiti che attaccano le piante: è una buona ragione per asportare le foglie secche, che ospitano spesso le uova o le forme svernanti dei parassiti stessi. Per quanto riguarda le malattie, è sempre consigliabile non esagerare con le annaffiature, che possono favorire marciumi alle radici o nella zona del ‘colletto’.

Alcune piante in questo periodo si possono moltiplicare per divisione: ad esempio, quelle che formano dei cespi si dividono lasciando a ognuna delle parti una parte proporzionata dell’apparato radicale.

 

I consigli che vi abbiamo dato valgono per la maggior parte delle piante utilizzate per le nostre case: ci sono però delle eccezioni, come le piante che non hanno il loro periodo di riposo in inverno (ad esempio quelle che fioriscono in questa stagione), quelle che richiedono un substrato diverso, una esposizione differente o che richiedono temperature più alte o più basse rispetto alla norma. Vi consigliamo di controllare sempre (e cercare di conservarle) le etichette con cui avete acquistato le piante: vi potete trovare tutte le informazioni per curarle sempre al meglio, in tutte le stagioni e in tutte le condizioni.

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